Birra in cui prevale l’aroma di mosto a livello olfattivo e l’amaro a livello gustativo; arricchita da una notevole corposità, evidenzia nel complesso una sensazione di grande freschezza. La carbonazione è piuttosto contenuta; la schiuma bianca, fine, enorme, soffice, di buona allacciatura e ritenzione. L’aroma si dona con forti sentori di caramello, biscotti, crosta di pane, frutta matura, malti tostati; mentre a malapena si fa notare dal sottofondo un luppolo a base di erbe. Il corpo medio tende al pieno, in una tessitura oleosa. Il gusto, intenso, poderoso, saporito, si snoda moderatamente amaro, con qualche nota di liquirizia e di spezie. Il finale, brioso e persistente nella sua consistenza maltata, reca una rinfrerscante punta di acidità. Dalla secchezza del retrolfatto esala qualche suggestione di luppolo erbaceo.
Birrificio: Il libro delle imposte della città di Monaco di Baviera menziona, nell’anno 1397, il birrificio Hans Welser in Neuhausergasse. I Welser continuarono l’attività fino al 1522, quando la cedettero alla famiglia Starnberger. Cento anni dopo il birrificio passò a Georg Späth, la cui famiglia lo detenne fino al 1704, allorché fu rilevato dai Sießmayr che lo ribattezzarono Spaten, una deformazione scherzosa di Späth, che in tedesco significa “vanga” (pala per il malto, che diventerà il logo dell’azienda, con al lati le iniziali di Gabriel Sedlmayr). Già, la svolta decisiva si ebbe nel 1807, con l’acquisto di quello che risultava allora il più piccolo birrificio di Monaco proprio da parte del mastro birraio della Hofbräuhaus Gabriel Sedlmayr, che ingrandì la fabbrica e rese famosa l’azienda. Alla sua morte, avvenuta nel 1839, subentrarono i figli, Gabriel II e Joseph. Il giovane Gabriel poté così applicare i metodi di fabbricazione appresi durante i frequenti viaggi in Europa, diventando il padre della moderna produzione delle lager che investì il mondo del secolo XIX. I suoi studi svolti nel corso degli anni Trenta introdussero in Baviera metodi scientifici, in particolare l’uso del saccarometro per controllare la fermentazione. E le nuove tecniche bavaresi fecero presto a uscire dai confini del Regno. In quel decennio Gabriel si era avventurato nella preparazione della prima lager, di colore marrone scuro. Anton Dreher, suo amico e concorrente, fece un altro passo avanti creando a Vienna nel 1840-41 la birra lager ambrata. L’anno successivo nacque a Pilsen la prima lager chiara. Sempre nel 1842, Joseph Sedlmayr lasciò l’azienda di famiglia. Nel 1851 la Spaten si spostò in Marsstraße. Nel 1867 risultava la più grande birreria di Monaco e, nello stesso anno, fu la prima e unica fabbrica di birra tedesca a ricevere la medaglia d’oro all’Esposizione Mondiale di Parigi. Tra il 1871 e il 1872 Sedlmayr sviluppò anche uno stile märzen proprio per la Oktoberfest, una versione più scura della vienna, di colore rosso ambrato e ben segnata dal malto. La birra incontrò un favore tale che è a tutt’oggi in produzione, anche se abbastanza diversa. Nel 1873, su suggerimento di Anton Dreher, Gabriel collaborò con l’ingegner Carl von Linde alla costruzione del primo refrigeratore. Tre anni dopo la Spaten era la prima fabbrica sulla terra che funzionava con il riscaldamento a vapore. Nel 1894 lanciò sul mercato la Spaten München. Purtroppo nel 1891 il grande Gabriel II Sedlmayr aveva chiuso gli occhi per sempre, felice e orgoglioso di sapere che tutto il mondo utilizzava la refrigerazione e l’energia a vapore. Nel 1922, per fronteggiare la difficile situazione economica del dopoguerra, i due rami della famiglia Sedlmayr puntarono su una sinergia di capitali: nacque la Gabriel und Joseph Sedlmayr Spaten-Franziskaner-Leistbräu (Spaten-Franziskaner-Bräu).
Nel 1935 l’artista monacense Ludwig Hohlwein disegnò il logo del frate francescano, tuttora presente sulle bottiglie. Nel 1964 il birrificio Spaten-Franziskaner produsse la prima birra di frumento, Spaten Champagner Weissbier. Ribattezzata, quattro anni dopo, Club White e commercializzata, nel 1974, come Franziskaner Hefe-Weissbier, nel 1984 essa iniziò a imporsi oltre i confini bavaresi per uscire addirittura dalla Germania con il passaggio del gruppo alla Interbrew.
Oggi la Spaten-Franziscaner-Bräu risulta secondo esportatore di birra della Baviera e il principale venditore negli Stati Uniti. È stata anche per due anni azionista di maggioranza della Dinkelacker-Schwaben di Stoccarda.
Ancor prima della Spaten, nel 1363 ovvero, il mastro birraio Seidel Vaterstetter fondò la Bräustatt bey den Franziskanern, la prima fabbrica di birra civica di Monaco, in Residenzstrasse, vicino a un monastero francescano, da cui il nome. Nel 1841 il birrificio si trasferì a Lilienberg, sobborgo orientale di Au. Nel 1858 Joseph Sedlmayr e Augustin Deiglmayr, che aveva sposato la sorella, rilevarono la Franziskaner. Tre anni dopo Joseph Sedlmayr, proprietario anche della Leist-Brauerei, fondata probabilmente nel secolo XV, riscattò la quota del cognato nella fabbrica della Residenzstrasse e costituì la Franziskaner-Leistbräu la cui produzione, nel 1865, fu trasferita nel birrificio di Lilienberg. Nel 1872 venne servita per la prima volta alla Oktoberfest una birra della Franziskaner, l’ambrata Ur-Märzen, prodotta in stile viennese. Nel 1909 il birrificio fu trasformato in società per azioni familiare da Gabriel III, figlio di Joseph Sedlmayr.
Website: https://www.spatenbraeu.de/

