Dal 1963 Nastro Azzurro seleziona solo i migliori ingredienti per la sua birra: l’acqua pura privata di gas e calcio, il migliore malto, due speciali luppoli (il Saaz Saaz e il Tettnang che conferiscono il tipico gusto amaro, fine e aromatico) e infine una scelta accurata di lieviti selezionati. Il vero asso nella manica però è l’utilizzo di mais nostrano detto “nostrano Peroni”, una varietà coltivata nelle classiche aree maidicole italiane, non geneticamente modificato . Il sapore di questo mais è un sapore mediterraneo, che ha permesso a questa birra di diventare nel 2013 la Premium italiana più bevuta all’estero. Al naso sprigiona aromi di brioches, pasta lievitata, crosta di pane, su sfondo floreale di fiori bianchi e agrumi. Al palato è fresca con un buon bilanciamento della nota amarognola finale.
Birrificio: Gli esordi sono legati all’iniziativa del patriarca, Francesco Peroni (nato a Galliate, Novara, nel 1818 e deceduto a Vigevano, Pavia, nel 1894): rampollo di una dinastia di pastai che, invece, decise di dedicarsi al “pane liquido”, aprendo, appunto a Vigevano, un suo stabilimento di brassaggio nel 1846. Le cose funzionavano, ma Peroni intuisce che la propria attività avrebbe riscosso un maggior successo in un posto diverso, visto il ristretto mercato vigevanese. Il consumo di birra nel centro sud dell’Italia era in quel periodo molto più diffuso che al nord, e quindi si decise di fare il grande salto e trasferire la propria attività a Roma, prima vicino a Piazza di Spagna (1864), poi nel Borgo Santo Spirito (1872, con la mescita che si effettuava nella elegante zona di via dei Due Macelli) e, infine, in zona Colosseo (1890), dove, accanto alla fabbrica, apre un “pub” con 19 tavoli. La famiglia Peroni sceglie definitivamente Roma, e Roma sceglie la birra Peroni, che comincia a mietere riconoscimenti: si può fregiare dello stemma reale in quanto fornitrice ufficiale della Casa Reale e arriva, nel 1886, la menzione onorevole alla Esposizione nazionale dei prodotti nazionali.
Website: https://peroni.it/

