Affligem Dubbel, abbazia dubbel di colore ambra dai riflessi rossi (g.a. 6,8%). Con una media effervescenza, la spuma si sviluppa cremosa e compatta, durevole e aderente. L’aroma fruttato fresco, intenso, espande sentori anche di luppolo e di spezie. Il corpo si presenta con un’ottima tessitura. Il gusto è ricco e complesso: l’amaro resta nel limiti della moderazione, mentre non si tiene nascosto più di tanto il tenore alcolico che riscalda la bocca; e, dal sottofondo, si levano irresistibili note dolci. Alquanto morbida, questa deliziosa ale orienta la ricchezza retrolfattiva verso la frutta secca, il caffè tostato, le spezie. Un retrolfatto pertanto che, appena amarognolo, può tranquillamente essere definito agrodolce. I sedimenti di lievito devono rimanere sul fondo della bottiglia.
Birrificio: L’abbazia benedettina di Affligem, nella regione dell’Aalst, può senz’altro considerarsi la più vecchia delle Fiandre. Nel 1074, col permesso di Anno II, arcivescovo di Colonia, sei cavalieri pentiti al servizio del Sacro Romano Impero iniziarono la costruzione dell’abbazia su una collina in Affligem appunto, al confine delle Fiandre e del Brabante. Eretta, nel 1083, la chiesa abbaziale, i cavalieri adottarono, due anni dopo, la regola di san Benedetto ed elessero loro abate Fulgenzio, un monaco originario di Frasnes-lez-Gosselies. L’abbazia si sviluppò abbastanza rapidamente, diventando la più importante del Ducato del Brabante, oggi Brabante Fiammingo. Le prime effettive tracce di produzione di birra si hanno a partire dal 1129. È del 1654 invece la notizia che i monaci, i primi nelle Fiandre, coltivavano ben 6500 piante di luppolo. La loro birra era diventata famosa per la sua qualità; ma sia i metodi di produzione che le ricette venivano tramandate da fratello a fratello e scritte raramente, in modo da rimanere sconosciuti all’esterno. Purtroppo la posizione collinare di confine dell’abbazia si rivelò strategica per i combattimenti nel corso dei secoli. Già alla fine del 1300, durante la guerra di successione tra le Fiandre e il Brabante, fu distrutta e i monaci furono costretti all’esilio. Ricostruita, fu di nuovo distrutta, nel 1580, dai soldati di Guglielmo I d’Orange. Nel 1621 l’abazia fu ricostruita ancora una volta. All’inizio del secolo XVIII fu trasformata in presidio dai soldati del Re Sole, e i monaci furono relegati nella biblioteca. Poi arrivò l’occupazione francese del 1796: i 33 monaci furono scacciati, parte degli edifici distrutti e le terre confiscate. Tra il 1869 e il 1870 l’abbazia di Affligem fu nuovamente rimessa in piedi, e i monaci ripresero l’attività agricola. Un decennio più tardi fu aggiunta all’abbazia un’ala neogotica ed eretta una nuova chiesa. Nel 1885 riaprì la birreria; poco dopo ricominciò anche la produzione di latticini e formaggi. Nel 1917 i tedeschi sequestrarono le attrezzature di rame, e la produzione fu sospesa ancora una volta; fino al 1920, quando furono acquistati nuovi tini. Solo 20 anni di pace, e l’abbazia dovette consegnare alle truppe naziste tutto il rame utilizzato per la fabbrica di birra e il caseificio. Nel 1956 padre Tobias Vergauwen, il mastro birraio a partire dagli anni successivi alla prima guerra mondiale, per assicurare un fururo alla birra Affligem, affidò la produzione al birrificio laico De Hertog di Anversa, continuando però a fornire il luppolo per le ale commercializzate con il proprio marchio. Con la bancarotta della De Hertog, nel 1970, la produzione passò alla Brouwerij De Smedt, una piccola fabbrica a soli 10 chilometri dall’abbazia nel piccolo villaggio fiammingo di Opwijk. Questa fabbrica, nata nel 1790, aveva avuto la prima grande espansione dopo che la sua Op-Ale, alla Grande Esposizione del 1935 a Bruxelles, era stata premiata quattro volte con l’oro. Ebbe così inizio su larga scala la produzione della birra Affligem secondo la ricetta originale del defunto padre Tobias (Formula Antiqua Renovata). Nel 1979 la De Smedt rilevò la Brasserie Bavery dall’esercizio Couillet e iniziò la produzione di Spéciale Baf.
Website: https://abdijaffligem.wordpress.com/

